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Temu, oltre ad incitarti e dirti di procedere dritto per la tua strada vorrei un po' darti qualche grattacapo in +...
Purtroppo il problema (o uno dei problemi) è lo Stato stesso.
Lo stato (o meglio il Fisco) non premia la tenacia, i sacrifici e l'ostinazione per il raggiungimento del risultato.
Al fisco NON interessa se tu tieni duro nei momenti difficili perchè pensa che tu faccia cio che fai per viverci e per produrre reddito.
Ti abbuona il primo anno permettendoti un bilancio in negativo e ti abbuona l'eventuale ultimo anno (quello di chiusura .....che ti auguro di non vedere mai). Per gli altri anni (dal secondo in poi) suppone che se tu non riesci ad ottenere discreti margini (stabiliti dal fisco stesso) essendo persona intelligente e bisognosa di un minimo per comprare il pane ogni fine mese, capiresti che è un'attività non proficua e che quindi dovresti chiudere (perchè ogni monuto in + all'interno dell'impresa ti arrrecherebbe solo danno aggiunto). Cioè stabilisce che se rimani aperto è solo perchè in realtà stai guadagnando il giusto ma dichiari di meno, perchè se stessi dichiarando il giusto vorrebbe dire che non è una attività che ti da da vivere e che quindi come detto saresti un pazzo a continuare a buttre soldi a palate e riceverne in cambio pochissimo margine.
Il fisco non tiene in considerazioe che in realtà per la riuscita di cio che io chiamo il raggiungimmento del proprio sogno imprenditoriale, una persona piena di passione e anche di raziocinio, possa mettere in conto qualche periodo di sacrificio con dividendi (o stipedi percepiti) molto magri per poter coprire altri investimenti o spese. In pratica il fisco NON crede alle scommesse di riuscita futura perchè dalla tua attività non trae beneficio (tasse).
Quindi se perseveri tieni in conto anche dovrai mandare giù anche degli amari bocconi (tipo dichiarare + di quanto in realtà abbia guadagnato per rimanere negli studi di settore). Oppure dormire male perchè pur tirando dritto e avendo la coscienza a posto qualche signore in divisa grigia potrà farti comodamente le pulci per il solo fatto che hai dichiarato (senza dire il falso) meno di quanto lo Stato ha stabilitoche tu debba come minimo guadagnare. In più non sarà mai il fisco che dovrà provare che tu hai dichirato il falso, ma Tu che devi provare che il fisco ha supposto male per il caso fiscale in oggetto.
Io tra irpef, irap, inps e altri balzelli pago pù del 55% di quel che guadagno.
Si capisce che cel'ho col Fisco??
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