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3° TAPPA
PALERMO - MARSALA
350 KM
START h 8.30 END h 19.00
Aho! Erravate voi quei due che ci'anno passato come du lippe sotto er diluvvio sulla supperstrada verso CIVITAVECCHIA ieri sera?
Parevate du incrociatori.
Questa la frase (in romanesco) che ci viene rivolta alla mattina da un gruppetto di motociclisti che sbarcano con noi sull'isola.
Sorridiamo, non ce ne siamo neppure accorti con tutti quelli che abbiamo passato nella paura di perdere il traghetto, del resto è normale per noi fuoristradisti tenere medie più elevate degli altri motociclisti quando le condizioni del fondo sono più critiche.
Comunque la figuraccia arriva puntuale sotto gli occhi dei due subito dopo.
Infatti salito in moto per scendere sul traghetto non smentisco la mia fama di tuffatore da fermo con BRIGITTE: inauguro la gita con un bel ribaltino a destra causa distrazione e scivolamento del piede sulla viscida vernice bagnata della nave.
E' un classico del repertorio.
Tre baldi marinai mi alzano la moto ed io riparto fischiettando e facendo finta di niente …
Siamo in SICILIA.
Anche oggi, come direbbe il mio amico LUPO DELLA VALLI “minaccia bel tempo”.
Insomma piove.
Ma poco.
Evitiamo di mettere l'antipioggia e questa si rivelerà una scelta azzeccata, perchè un po' d'acqua la prenderemo, ma mai così tanta da richiedere l'uso della scomodissima tuta da palombaro...
Puntiamo verso ovest, per uscire da PALERMO e ci fermiamo a far colazione in un paese di fronte all'ISOLA DELLE FEMMINE in una pasticceria di dimensioni gigantesche (circa 300 mq.) con una varietà infinita di prodotti dolciari.
Qui chiamiamo il ns. amico GIANPAOLO e di lì a poco lo raggiungiamo.
GIANPAOLO ci ha inviato un paio di settimane fa alcune tracce GPS dell'isola e ci spiega poi sulla carta una strada sterrata molto bella che porta attraverso i monti verso SUD - OVEST, proprio dove dobbiamo andare.
Puntiamo in quella direzione, ma dei nuvoloni temporaleschi, scuri come la notte incombono sul passo situato a oltre 1.100 metri che dovremmo percorrere.
Abbiamo preso troppa pioggia ieri, abbandoniamo l'idea di seguire i consigli dell'amico e facciamo la cosa che ci riesce meglio: PIANO IMPROVVISATION, o meglio GPS IMPROVVISATION.
Ed eccoci quindi a vagar per sterrati che ci portano nella direzione voluta attraverso le montagne a SUD di PALERMO.
Infiliamo una stretta mulattiera con le frecce e fettuccie di una gara di enduro con i ns. pachidermi stracarichi, la strada è molto ripida e stretta, ma c'è aderenza e saliamo senza difficoltà, anche se i tornantini sono al limite del poco angolo di sterzo di BRIGITTE tanto da richiede a volte di far manovra al tornante.
Siamo a circa 300 metri, secondo il GPS, da una stradella che corre sopra la montagna, quando un cancello ci sbarra la strada.
Peccato! Si torna indietro.
Al ritorno vediamo che il percorso della gara proseguiva dritto su di un tornante.
Ma li il terreno cambiava e da roccioso diventava fangoso.
Impossibile percorrerlo con queste moto.
Scendiamo e sono costretto a fare di freno posteriore i tornanti in discesa dove in salita ho fatto manovra. E' come fare la curva con il freno a mano con la macchina, solo che con quasi 300 kg di moto è un po' più impegnativo, perchè non ci si può aiutare con i piedi, ma occorre fare tutto “a zero” come diciamo noi trialisti. In equilibrio insomma.
Comunque tutto bene, mentre JIMMI con la sua HP2 non ha nessun problema, avendo molto più sterzo.
Ci perdiamo più volte in questi piccoli paesini arroccati sulla montagna.
Nel dedalo di viuzze il GPS fatica a prendere i satelliti, ma non è quello il problema.
Il problema è che sono vicoli larghi 2,5 – 3 metri, tutti a senso unico, pieni di incroci e ce n'è un'infinità!
Alla fine chiediamo ai passanti, perchè continuiamo a girare in tondo e la storia si ripete in quasi tutti i paeselli che incontriamo.
Puntiamo allora a SUD, verso le colline.
Lì i paesi sono più ampi, più adagiati sul territorio e non arroccati su spuntoni di roccia.
Il paesaggio si fa dolce, e ricorda le ns. terre del vino: il COLLIO, ed anche qui, come nel nostro FRIULI abbonda la coltivazione della vite.
Riprendiamo la GPS IMPROVVISATION ed azzecchiamo un sacco di bellissimi sterrati in successione.
Bisogna fare molta attenzione al fondo però.
Qui il fango, molto argilloso, abbonda e perdiamo più volte l'avantreno.
Dobbiamo ricorrere a tutta la ns. tecnica enduristica e trialistica per rimanere in piedi, ma il fango in pianura e collina ci mette in difficoltà, ma non ci arresta come qualche ora prima in montagna.
Siamo oramai verso SUD, si incomincia ad intravedere il mare, quando in un controllo periodico di BRIGITTE mi rendo conto che il consumo dell'olio è abnorme.
Da quando siamo partiti ha consumato oltre un litro d'olio motore.
C'è qualcosa che non va ed il cilindro posteriore è intriso d'olio.
Rabbocchiamo con tutto l'olio che abbiamo: 1,3 litri vengono fagocitati dal carter secco della mia 950 ADVENTURE S.
Domani affronteremo il problema, ora c'è da trovare una sistemazione alberghiera e JIMMI ha una brillantissima idea.
Cenare A DUE PASSI DAL MARE, uno dei migliori ristoranti della zona.
Dirigiamo, via spiaggia, verso il ristorante.
JIMMI va avanti, visto che conosce i luoghi essendoci già stato in questa zona, sceglie una stradella sterrata che costeggia il mare, quando dinnanzi a noi si stende improvvisamente una distesa di sabbia morbida che si snoda per circa un chilometro.
Vento e mare hanno riportato almeno 50-60 cm di sabbia sulla strada, con accumuli anche più alti, e questo è un problema per le ns. moto.
Vabbè mano alla cavalleria e dentro di volata, non c'è altro mezzo per superare un ostacolo come quello con i ns. pachidermi.
Sento JIMMI 50 metri avanti a me urlare nell'interfono del casco “DAGLI DEL GAS” quando … l'urlo di guerra si trasforma in imprecazione...
Ci ha dato troppo, del gas, e … si è “spiaggiato”.
Da soli non è possibile tirar su le ns. moto.
E da solo non posso mettere sul cavalletto, sulla sabbia, BRIGITTE per scendere ad aiutarlo.
Arriva allora JIMMI, troviamo il modo di puntellare il mio LC8, alziamo la sua e, superata una piccola duna, davanti a noi scorgiamo la meta.
Siamo al A DUE PASSI DAL MARE.
Più tardi il gentile proprietario ci verrà a prendere in macchina nell'albergo a qualche chilometro.
Sono oramai le 20.00 e l'esperienza gastronimica è di ottimo livello.
Pesci e crostacei siciliani sono presentati con sapienza e maestria.
BENE!
Accompagniamo il tutto con un altro classico dell'isola: CHARDONNAY di TASCA D'ALMERITA.
Siamo proprio in SICILIA.
A proposito: a cena ragioniamo sul fatto che i cartelli stradali indicano circa 100 km da PALERMO a MARSALA, noi siamo riusciti a farne circa 350, bordesando, bordesando ...
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