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  • Pininfarina e la GM


    Gli anni Trenta sono il tempo nel quale i carrozzieri approntano fuori serie in esemplare unico. Nel 1931, proprio in esemplare unico, Pinin Farina veste una Cadillac V16 in versione spider per il maharaja di Orchha. E’ il primo contatto tra il carrozziere e la General Motors.
    General Motors vuol dire Stati Uniti e Pinin guarda da tempo e con molta attenzione al Nuovo Mondo ed alla sua industria automobilistica che rappresenta il futuro. Attraverso le sue carrozzerie, Pinin Farina conquista rapidamente una solida fama sia in Europa sia negli Stati Uniti.


    A metà degli anni Trenta, Mr. Coal, vice presidente della General Motors, visita, a Torino in Corso Trapani 107, la Pinin Farina e si rende conto di che cosa rappresenti e possa rappresentare il carrozziere torinese nello sviluppo dello stile automobilistico. Tra la più grande Casa automobilistica del mondo e Pinin Farina nasce un rapporto di stima e di collaborazione, interrotto dalla guerra, ma che riprende subito dopo. Nel 1947, l’International Motors di Los Angeles chiede alla Pinin Farina di carrozzare automobili della General Motors in versione coupé e cabriolet per magnati e divi di Hollywood.


    Il carrozziere visita periodicamente gli Stati Uniti. Durante uno dei suoi viaggi di studio e di aggiornamento, viene ricevuto dal Presidente Ike Eisenhower che lo trattiene a colloquio molto più del tempo fissato dal cerimoniale.
    Nella metà degli anni Cinquanta, il presidente della General Motors, Harlow H. Curtice, si congratula con Pinin Farina dopo aver ammirato una sua interpretazione su una Buick Lido.
    Il tetto di questa fuori serie si solleva automaticamente e contemporaneamente all’apertura delle portiere per facilitare l’accesso all’abitacolo.
    Nel 1959 il carrozziere costruisce su disegno della General Motors duecento esemplari del modello di lusso Cadillac Brougham. E’ un altro segno del dialogo sempre più stretto tra il gigante statunitense e la piccola Pinin Farina.


    I frequenti viaggi negli Stati Uniti del fondatore, del figlio Sergio e del genero Renzo Carli, stringono sempre più i contatti con la General Motors.
    Bill Mitchell, responsabile dello stile ed uno dei vice presidenti, non perde occasione per incontrarsi, e spesso a Torino, con il carrozziere torinese ed i suoi eredi. In un’intervista definisce la Pininfarina “il mio serbatoio di idee”.

    La Pininfarina diviene nel tempo un’industria a ciclo completo: dall’idea al prototipo, dal prototipo alla sua industrializzazione fino alla produzione.
    All'inizio degli anni '80 la Pininfarina è incaricata dalla General Motors di curare l’ingegnerizzazione, lo sviluppo e la produzione dei prototipi del progetto GM-200, che avrebbe dato vita al trio dei monovolumi Chevrolet Lumina APV, Oldsmobile Silhouette e Pontiac Transport. Un lavoro puramente tecnico dunque, che dimostrava le capacità acquisite dalla Pininfarina anche al di là dei tradizionali settori di attività del design e della produzione.
    Il 7 settembre 1983 scatta l’accordo per la produzione di un coupé-cabriolet a 2 posti su telaio Cadillac, la più prestigiosa marca della General Motors. E’ la prima volta che la General Motors affida ad un carrozziere esterno lo stile e la costruzione di una sua automobile in grande serie.


    Un programma che prevedeva una produzione giornaliera di carrozzerie della Cadillac Allanté trasportate attraverso un ponte aereo a partire dal secondo semestre del 1986, da Torino a Detroit. Oltre 22.000 Allanté rappresentano il frutto di questa importante commessa fino al 1993.
    Le visite alla Pininfarina Studi e Ricerche di Cambiano e alla Industrie Pininfarina di Grugliasco da parte di personalità della General Motors e dei responsabili della Pininfarina a Detroit e a Warren sono sempre più frequenti.
    Nel 1991, ai Saloni Internazionali dell’Automobile di Detroit e Ginevra, la Pininfarina presenta la Chronos, un prototipo di ricerca su base meccanica GM, in particolare della Opel Lotus Omega, la berlina allora più veloce al mondo.
    L’idea era quella di rendere concreto omaggio alla collaborazione con la GM realizzando un Coupé/Roadster estremo, capace di sintetizzare eccezionalità di prestazioni a eccellenza di design: una proposta in linea con la tradizione Pininfarina nel disegno delle vetture sportive alto di gamma dei costruttori di grande serie.

    In merito alla Corvette, la "Rondine" è stata l'unica Corvette interamente realizzata dalla Pininfarina, non più una collaborazione stilistica, ma una interpretazione tutta di Pinin Farina, sapore europeo per la proposta “americana” che anticipa la soluzione stilistica
    del posteriore della Fiat 124 Sport Spider.

    Corvette "Rondine"
    Anno di presentazione 1963
    (Salone di Parigi)
    Esemplare prodotto nel 1963
    Tipo di carrozzeria coupé 2 posti
    Dimensioni:
    passo 2470 mm
    lunghezza 4555 mm
    larghezza 1800 mm
    altezza 1210 mm
    Meccanica: motore anteriore, 8 cilindri a V di 90°,
    5354 cm3, 304 CV a 5000 giri/min,
    trazione posteriore
    Esemplari prodotti 1



    Alain Serafini
    in collaborazione con:
    Anna Artigiani
    Pininfarina S.p.A.
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